L'autore

Santina

Santina Buscemi è laureata in Sociologia e ha conseguito la laurea specialistica in Editoria e scrittura. Non partirebbe mai per un viaggio senza un foglio ed una penna.


Questo articolo
è per


Scheda del film

È già ieri (idem)
Italia/Spagna/
Gran Bretagna, 2004

Collegamenti per approfondire:

Ricomincio da capo (Groundhog Day)
USA, 1993

Collegamenti per approfondire:

Marco Fioretti - Porte e serramenti Marco Fioretti

Le migliori porte
e i migliori serramenti.
A Cernusco sul Naviglio, Milano.


Logo_CFF CFF


Logo_FCN FCN


TW TW


Rosa_Pristina Studio Rosa Pristina

Impaginazione
e montaggio video


Ieri Ieri


I segreti del poker - For Dummies

Sconto_10


La caccia alle streghe

Sconto_10


Football freestyle

Sconto_10


L'arca di Noé

Sconto_10


Due cuccioli nella savana

Sconto_10


Meditazione

Sconto_10


Meditazione

Sconto_10


Dinosauri killer

Sconto_10


Il triangolo delle Bermuda

Sconto_10


Il mistero dei Templari

Sconto_10


Supernatural

Sconto_10


La grande storia naturale d'Europa

Sconto_10


Oltre

Ripetere la vita. Ripetere la morte

Che cosa faremmo se sapessimo che il nostro “oggi” è destinato a ripetersi “domani” e che ogni nostra azione non avrà conseguenze su noi né sugli altri?

Nel numero 6 di ImmaginAzione Sirio Legramanti ha analizzato l’aspetto ipotetico di due film: Sliding Doors e The Family Man.

Al centro della trattazione vi era la possibilità offerta dal cinema di osservare ciò che sarebbe accaduto se il caso o le scelte individuali avessero preso una strada differente.

In un altro film questa opportunità è traslata in un diverso modo. In E’ già ieri (così come nel film americano a cui si è ispirato, Ricomincio da capo – Il giorno della marmotta) non è una parte dell’esistenza ad essere in gioco, ma un singolo giorno.

Ricomincio da capo – Il giorno della marmotta è un film del 1993, diretto da Harold Ramis e interpretato da Bill Murray; l’attore veste i panni di un giornalista egoista e insensibile verso tutti quelli che lo circondano; questi si reca a Punxsutawney, una cittadina della Pennsylvania, per girare un servizio televisivo sull’annuale “giorno della marmotta”, una tradizione americana in cui in modo più o meno cerimonioso si analizza il comportamento di una marmotta: se l’animale svegliandosi dal letargo non vede la sua ombra (perché il sole è oscurato dalle nuvole e non c’è abbastanza luce diretta per creare le ombre) sarà una primavera precoce, in caso contrario l’inverno si prolungherà per altre sei settimane.

Il giornalista, dopo le riprese, tenta di lasciare il paese, ma una bufera di neve blocca le strade e lo costringe a rimandare la partenza al giorno seguente. Ma accade un imprevisto: egli si sveglia l’indomani sentendo lo stesso programma radiofonico del giorno prima. A poco a poco comincia a comprendere che, inspiegabilmente, egli sta rivivendo la giornata precedente, con i medesimi incontri e gli stessi imprevisti, compresa l’impossibilità di partire che lo blocca dopo le riprese.

Il film si basa sulla continua ripetizione dei giorni, fino a quando l’incantesimo si sbloccherà e il protagonista potrà “svegliarsi in un nuovo giorno”.

“Ricomincio da capo – Il giorno della marmotta”
Ricomincio da capo – Il giorno della marmotta è il film del 1993 a cui è ispirato È già ieri. Diretto da Harold Ramis e interpretato da Bill Murray e Andie MacDowell ha una trama simile nelle linee generali, ma la forte personalità di entrambi i protagonisti caratterizza profondamente le due pellicole.
1
   
DVD Capo 2
   
Bill Murray è un meteorologo televisivo che si reca in una piccola cittadina della Pennsylvania per fare un servizio sulla ricorrenza del Giorno della Marmotta, una ricorrenza annuale durante la quale a seconda del comportamento di una marmotta che si sveglia dal letargo si avranno previsioni sull’arrivo della primavera.
Come accade ad Albanese, anche Murray inizia a risvegliarsi ogni mattina rivivendo sempre lo stesso giorno.
3

Il remake italiano è datato 2004 e vede protagonista Antonio Albanese. Le linee fondamentali del film sono rispettate, nonostante il secondo sia caratterizzato da alcuni elementi che si distaccano dal primo. Anche nella versione italiana il protagonista è un giornalista, odiato dai colleghi e contraddistinto da un totale egoismo verso tutti. Albanese conduce una trasmissione di successo sulla natura, nonostante nasconda una forte avversione nei riguardi dei viaggi: una vita imperniata di comodità e senza sacrifici sembra essere la sola cosa che gli interessi.

1

Scoprire il vero sé
Il protagonista del film conduce un programma sulla natura, ma non da alcuna importanza a ciò che fa: soldi, fama e successo sono le sue parole d’ordine e i suoi obiettivi. Eppure il suo cambiamento, dovuto alla continua ripetizione dei giorni, coinciderà anche con lo scoprire il fascino della natura; si ritroverà a giocare con le cicogne.

Nell’incipit del film il protagonista sta girando un filmato sulla marmotta, fingendo di essere nel cuore delle montagne, emozionato dal contatto con la natura; in realtà si trova invece in uno studio televisivo e si infuria perché il colore del manto dell’animale non si abbina alla sua giacca. Probabilmente la scelta non è casuale: è possibile che il regista abbia voluto fare un tributo al film originale, scegliendo proprio la marmotta nelle scene iniziali del film.

Albanese è costretto ad andare alle Canarie, per documentarsi su una migrazione anomala di alcune cicogne, che hanno seguito il volo del capo-stormo e della sua compagna, mutando gli spostamenti usuali. Appena giunto sull’isola si fa conoscere dalla biologa del luogo per la brutta persona che è: pronto a fare il cascamorto con lei, egoista e intollerante verso chiunque, legato al lusso e all’esibizionismo invece che all’etica professionale, con nessun interesse per la natura.

Quando tenta di ripartire resta però deluso: una burrasca gli impedisce di raggiungere l’aeroporto di Tenerife.

Dal risveglio successivo, in cui egli comincia a rivivere lo stesso giorno innumerevoli volte, lo spettatore si trova a riflettere sulle scelte di un uomo consapevole che qualsiasi azione compia nelle ventiquattro ore successive sarà cancellata e che egli dovrà ricominciare tutto daccapo.

2

Contro la morte
Tra le scene più toccanti del film vi sono quelle in cui il protagonista cerca di “salvare la vita” ad un vecchio. Infatti, dopo averlo incontrato in agonia dopo un infarto, lo accompagna in ospedale, ma egli muore. Il giorno successivo (durante lo “ieri” ripetuto) lo porterà a fare dei controlli da un cardiologo, ma il destino dell’uomo è segnato: anche quel giorno muore. Da quel momento, compreso che la morte è inevitabile, cercherà ogni volta di fargli vivere il suo più bell'ultimo-giorno, strappando un sorriso di tenerezza a noi che vediamo il film e riflettiamo sulle leggi dell’esistenza.

Che cosa faremmo noi, se sapessimo di dover ripetere ogni giorno dall’inizio? Inizialmente la cosa ci sembrerebbe impossibile: abbiamo analizzato il rapporto sogno/realtà in un gran numero di film di fantascienza ed appunto per questo, saremmo spinti a cercare il tranello nelle nostre sensazioni; “Oh, sto avendo un déjà vu” oppure “OK, ragazzi, bello scherzo, divertente; ma adesso basta”. Di primo impatto, quindi, non ci fideremmo di noi stessi né degli altri. E poi? Come reagire dinanzi alla graduale presa di coscienza del ripetersi del giorno precedente? Una consapevolezza che ci rende personaggi passivi di un evolversi di fatti, incontri e dialoghi da noi già vissuti, ma nuovi per i nostri interlocutori.

Ognuno di noi possiede un carattere, un’individualità, gusti e desideri inconfessabili che lo spingerebbero a sfruttare quella strana nuova realtà in modi diversi; sì, “sfruttare”, perché dopo lo smarrimento iniziale, lo sconforto, l’inquietudine, in ognuno di noi balenerebbe un pensiero: “Sono libero, libero di fare qualsiasi cosa, di seguire ogni mio istinto, senza badare alle conseguenze e alle altre persone: domattina mi sveglierò e tutto sarà stato cancellato”.

Ammettetelo: l’idea comincia a piacervi. Non vergognatevene: lo stiamo pensando tutti. In fondo l’abbiamo sempre voluto fare, fin da quando da bambini ci è stato impedito per la prima volta di esternare i nostri pensieri: “Mamma, che naso grosso quella signora!”, con un sonoro ceffone come risposta: “No, questo non si dice, prima di parlare devi riflettere”. Uffa, che noia!

filmato

L’odiata sveglia
Le sette del mattino, la radiosveglia che si accende e la stessa musichetta che parte... Quante volte avremmo voluto distruggerla per poter continuare a dormire?
E se svegliandoci ci trovassimo davanti lo stesso giorno da reiniziare da capo?

Ma improvvisamente si capisce che, per qualche strano incantesimo, ci ritroviamo fermi. Fermi a ripetere un unico giorno, senza che il tempo poi vada avanti. Sul nostro volto compare un sorriso malizioso, un sorriso che significa soltanto libertà, totale libertà di agire senza alcuna ripercussione spiacevole.

Il giornalista antipatico, interpretato con maestria da Albanese, sceglie di compiere diverse azioni, che riassumo in due gruppi.

Il primo tipo di azioni può essere ricondotto al gustare fino in fondo la vita, mediante i piaceri della carne. Lo vediamo infatti in un ristorante davanti a chili di cozze; nessun pericolo di mal di pancia o indigestioni, perché può permettersi di mangiare tutto ciò che vuole e nelle quantità che desidera.

E soprattutto, fra i piaceri della carne, il sesso: senza vincoli né coinvolgimenti, il protagonista del film assapora la possibilità di sedurre chiunque lui voglia, sfruttando la ripetizione del medesimo giorno. Oggi dialoga con una donna, domandandole come dovrebbe essere il suo uomo ideale; il “giorno seguente” sfrutta le informazioni avute per farla cadere ai suoi piedi. In breve tempo si porta a letto tutte le donne dell’isola, ma poi, ad interrompere la magia, sopraggiunge la noia e il disinteresse per amplessi ormai scontati.

La sola donna che non riesce a sedurre è la biologa incontrata all’arrivo sull’isola: dalla personalità forte, decisa, poco attratta da parole vuote e dalla notorietà, diventa la sfida principale per l’uomo. Egli, sfruttando la ripetizione continua delle stesse ventiquattro ore, cerca in tutti i modi di comprenderla, di conoscere le sue debolezze ed i suoi interessi maggiori. Considerando la situazione della donna, ragazza-madre piena di timori e diffidenza, si rende conto che il solo modo per conquistarla è accantonare la sua immagine di uomo forte e mettere in campo la tenerezza.

3

L’amore ce la fa?
La protagonista del film è una biologa delle Canarie, donna bella e determinata, che all’inizio del film osteggerà e guarderà in malo modo il viziato egoista superficiale presentatore tv. Nel corso del film, in parallelo con la maturazione del protagonista, scopriremo la dolcezza e la profondità della donna, in grado di credere allo strano sortilegio della ripetizione dei giorni. E sarà lei a sciogliere l’incantesimo, con tanti caffè...o semplicemente con l’amore?

Il film vuole insegnare quanto, in amore, gli schemi e i trucchi servano a ben poco e che, soltanto il mettersi in gioco veramente e la volontà di cambiare per la persona amata, ottengano dei risultati.

Il regista non regala allo spettatore nessuna scena romantica: l’unione fra i due, che avviene alla fine del film, non assomiglia ai consueti happy ends; tra una risata e una figuraccia di Albanese improvvisamente ci si accorge del cambiamento profondo dell’uomo.

La seconda categoria di azioni compiute dal giornalista nelle continue ripetizioni dei giorni hanno a che fare con la morte.

Consapevole che, qualsiasi cosa faccia, la mattina seguente egli si sveglierà nello stesso letto, come se nulla fosse accaduto, lo spinge a esplorare il confine che accompagna costantemente l’esistenza di ogni uomo, ossia quello fra la vita e la morte. Cosa si prova a morire? Quali sensazioni si hanno negli istanti prima di chiudere gli occhi, quando si comprende che è arrivata la fine?

Non ci è dato saperlo: quando la morte arriva non si può riflettere su di essa.

Questo non vale tuttavia per il nostro amico: per una buona parte del film lo vediamo infatti superare più volte quel limite, mentre cerca di suicidarsi in tutti i modi possibili;. Nel suo sguardo “del mattino dopo” non facciamo fatica a cogliere quel sarcasmo e quella sensazione di onnipotenza che proverebbe ciascun uomo, che si trovasse nella condizione di poter, in un certo qual senso, risorgere.

Questa apparente leggerezza nell’affrontare la propria morte, non corrisponde al suo approccio alla morte degli altri. In quell’isola delle Canarie vive Carlos, un vecchio malandato e solo, che egli vede a terra, subito dopo un infarto. Lo porta al pronto soccorso, ma Carlos muore e, nel “giorno successivo”, il giornalista, colui che all’inizio del film era un egoista insensibile, fa il possibile per aiutarlo, portandolo a fare dei controlli in ospedale. Eppure, nonostante sia stato visitato da un cardiologo nel pomeriggio, Carlos la notte muore nuovamente, a dimostrare l’impossibilità di governare il destino.

Rabbia, incredulità, immensa tristezza: il film suggerisce all’incredulo giornalista e a tutti noi come tutto abbia una fine e l’abbaglio dell’immortalità può solo ingannare. Come reagire a ciò? Carlos sarà accompagnato, il giorno seguente, in quello “ieri” che ritorna, nella sua vecchia casa, dall’altra parte dell’isola. Impossibile salvargli la vita e allora perché non renderlo felice nel suo ultimo giorno?

È questo che si chiede un ormai irriconoscibile Albanese.

Credo sia questo l’insegnamento di È già ieri: ogni giorno può sembrare quello già passato, ma la differenza la facciamo noi e il nostro modo di vivere ogni istante.

Fioretti Scrivi a Marco Fioretti Guarda il promo di Fioretti - Porte e serramenti

Scarica