AnnotAzione

Anno 2, numero 11
Gennaio 2009

Q uando leggerete queste parole sarete probabilmente nel bel mezzo delle vacanze natalizie o le avete appena terminate. Per me che sto scrivendo sono invece un miraggio lontanissimo, anche se mancano pochi giorni.
Questo vuol dire che ancora non so praticamente nulla circa l’andamento del momento d’oro del cinema italiano, cioè il periodo natalizio. Non so come stanno andando i cinepanettoni, non so come sta andando il nuovo film di Aldo, Giovanni e Giacomo, non so come stanno andando le proposte più o meno tradizionali che trovate sui grandi schermi. So solo che Madagascar 2 sembra andare molto bene. In realtà, dei risultati al botteghino non mi importa proprio nulla. O, meglio, non mi importa quasi nulla.
I risultati del botteghino, se letti correttamente, possono servire per segnalare i film più interessanti. Il problema è leggerli correttamente: un film che incassa tantissimo può essere semplicemente un film dai contenuti triti e ritriti che può però contare su un pubblico affezionato. Allo stesso modo, piccoli capolavori sconosciuti rimangono tali perché fagocitati dall’impegno di distributori che investono soldi ed energie in opere che sulla carta garantiscono ritorni maggiori. Ma così va il mondo e non è il caso di rompersi le corna cercando di abbattere i muri a testate.
Per fortuna la proposta dell’home video (sia sui canali tematici sia in DVD, a noleggio o in vendita) permette ai film di vivere altre stagioni e non solo quella del passaggio in sala o nella TV generalista.
Ho recentemente rivisto in DVD Juno, uno dei successi della stagione scorsa. Ebbene, ho avuto la prova che il successo ottenuto non è stato casuale. Le persone con me non avevano mai visto il film, ma ne sono rimaste affascinate. Al di là del tono scanzonato del film, un fatto che obiettivamente funziona è il finale: pur non essendo un finale tragico, non è certo il lieto fine che praticamente tutti ci augureremmo. Ma è un finale a denti stretti pieno di buon senso e che fa discutere. Alcuni tra i miei amici si sono dimostrati proprio contrariati: non è così che doveva finire! Così non va bene!
Altri invece hanno riconosciuto che la decisione finale era un buon compromesso (forse il migliore) per una situazione davvero non semplice.
Altri ancora (e io tra questi) hanno sottolineato che proprio il finale non tradizionale permette al film di passare dallo stato di commedia a quello di film di discussione. Se non lo avete ancora visto, guardatelo e fatemi sapere che ne pensate.
Vi chiedo un favore: siccome non sono bravo a fare gli auguri, date per scontato tutte le frasi di prammatica e le buone intenzioni di circostanza. Da parte mia e dal motto della rivista (La cosa più importante di un film sono le persone che lo guardano), vi dico che la cosa più importante delle feste sono le persone che le vivono.

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