L'autore

Romeo

Claudio Romeo, giornalista e divulgatore, scrive professionalmente libri e articoli di informatica dal 1994. Come tutti gli amori tardivi, quello per il cinema l’ha travolto.


Questo articolo
è per


Scheda dei film

The Blues Brothers – I fratelli Blues
(The Blues Brothers)
USA, 1980

Aliens – Scontro finale (Aliens) USA/UK, 1986

Bobby (Idem)
USA, 2006

Mediterraneo (Idem)
Italia, 1991


In DVD e VHS

Potete trovare i film citati nelle seguenti biblioteche del Sistema Bibliotecario Milano Est.

The Blues Brothers

Aliens

Mediterraneo

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Le migliori porte
e i migliori serramenti.
A Cernusco sul Naviglio, Milano.


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Impaginazione
e montaggio video


Brothers Blues


Aliens Aliens


Bobby Bobby


Mediterraneo Mediterraneo


Oltre il codice Da Vinci

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Leonardo Da Vinci

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Frank Sinatra - Greatest hits da cantare

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Yoga di base

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La caccia alle streghe

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Battaglie

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Conoscere la Cina

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L'eroica impresa dei 300

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Due cuccioli nella savana

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Dinosauri killer

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Gandhi

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JFK

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Blood_Diamonds

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Alla scoperta di Marte

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1968

OLtre

Scene tagliate

L’edizione in DVD offre talvolta una nuova versione di film che conosciamo a memoria. Scopriamo così che il progetto del film era a volte ben diverso da ciò che poi è effettivamente diventato

Le scene tagliate sono un extra presente in molti DVD. In genere, possono essere viste mediante l’apposito menu dei contenuti aggiuntivi, ma a volte sono inserite direttamente nel film, che quindi diventa un’opera diversa da quella vista al cinema.

Casi del genere capitano soprattutto con i film più datati che sono diventati oggetti di culto, per i quali l’edizione in DVD è l’occasione di richiamare gli appassionati proponendo loro una sorta di versione integrale.

Ricordiamo che le scene tagliate non sono, in genere, scene sbagliate; sono invece scene buone che sono state tuttavia sacrificate durante il montaggio. I motivi di un tale sacrificio possono essere diversi: ne parleremo più avanti a proposito di Bobby e di Mediterraneo. Per ora limitiamoci ad osservare un paio di esempi cult la cui edizione in DVD riporta diverse scene non presenti nell’edizione cinematografica.

C’è comunque da notare che, per i film provenienti dall’estero, si pone un problema non secondario. Le scene un tempo eliminate dal montaggio non erano ovviamente state doppiate, perciò reinserendole nell’edizione in DVD si deve utilizzare l’audio in lingua originale anche per la traccia audio in italiano. Questo è il motivo per cui in alcuni film ogni tanto ci si trova di fronte a scene in lingua originale, cui sono stati aggiunti i sottotitoli italiani.

Un doppiaggio fatto ex novo solo per le scene reinserite sarebbe quasi sempre antieconomico e a volte anche impossibile, a causa della morte di chi ha donato originariamente la voce a uno o a più personaggi. Ovviamente, questo problema non si pone per gli spettatori della stessa lingua del film, che possono godersi le scene reinserite senza rendersi conto che si tratta di aggiunte.

L’inserimento di scene tagliate non si limita a mostrare qualche secondo in più, ma a volte anche un piccolo inserimento può gettare nuova luce sulla trama del film o colmarne alcuni inspiegabili buchi. Gli esempi di The Blues Brothers e Aliens sono illuminanti.

The Blues Brothers

Nell’edizione in DVD sono state inserite diverse scene originariamente tagliate. Ce ne accorgiamo fin dall’inizio, poiché proprio le primissime scene fanno vedere le guardie carcerarie che vanno a prelevare Jake in cella, mentre nell’edizione originale Jake viene presentato già in loro compagnia.

Nella scena della restituzione degli effetti personali a Jake, scopriamo che il più scriteriato dei fratelli Blues non possedeva solo “una giacca di un abito nero, un paio di pantaloni di un abito nero, un cappello nero e un paio di occhiali neri”, ma anche le scarpe e una cintura, ovviamente nere anch’esse.

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Un completo davvero completo
La riconsegna degli effetti personali di Jake da parte dell’addetto del carcere è un po’ più lunga grazie al reinserimento delle scene tagliate. L’elenco degli oggetti neri si arricchisce delle scarpe e della cintura, che vanno a completare l’abbigliamento (nero) di Jake Blues. L’addetto è evidentemente disgustato da questi oggetti. Certo, la presenza di un orologio digitale Timex (rotto), di un preservativo non usato e di un preservativo usato non aiuta a rendere socialmente accettabile l’immagine di Jake.

Se la scena della riconsegna degli effetti personali, pur giustificando un po’ di più l’atteggiamento dell’addetto nella versione integrale, funziona benissimo anche nella versione originale tagliata, la scena della sveglia in carcere di Jake da parte delle guardie ha un peso diverso, perché rende più comprensibile un particolare che in effetti ha una sua valenza in tutta la vicenda: Jake esce dal carcere prima di quanto dovrebbe. Ciò poteva essere dedotto dal fatto che in alcune scene si parla di “buona condotta” e di “libertà vigilata”, ma saperlo chiaramente permette di penetrare più a fondo nella vicenda.

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Una sveglia anticipata
Grazie alla scena reintrodotta nel DVD dei Blues Brothers, capiamo meglio che Jake esce dalla prigione prima del previsto. In effetti, avrebbe dovuto farsi cinque anni, ma esce dopo tre perché il direttore non ne può più. Ciò rende più comprensibile la sorpresa di Fabulous (che ora fa il maitre da Chez Paul), che vedendo Jake esclama esterrefatto e preoccupatissimo: “Oh, no! Ma non dovevi stare al fresco per cinque anni? Non avevi beccato cinque anni?”.

Ma questo chiarimento è nulla rispetto a ciò che capiamo grazie all’inserimento di un’altra scena tagliata. Nella vicenda dei fratelli Blues c’era un particolare che proprio stonava: quando Elwood porta Jake a casa sua, un anziano che si trova nel soggiorno del pensionato gli chiede se gli “ha portato quella crema di formaggio”, ed Elwood gliela lancia. Quest’episodio non ha alcuna ripercussione nel resto della vicenda e perciò non si capisce che cosa c’entri la crema di formaggio con la ricostituzione della banda. Pare proprio che si tratti di un errore di sceneggiatura.

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Crema di formaggio
Scopriamo che Elwood è impiegato presso un’industria che produce crema di formaggio e che si licenzia per l’improvvisa illuminazione che lo ha colto insieme con suo fratello Jake. Adesso però sappiamo spiegarci come mai, tornando al pensionato, uno degli anziani
gli chiede la crema di formaggio.

La verità è invece che la richiesta dell’anziano è coerente con il lavoro di Elwood, lavoro che Elwood abbandona per andare “in missione per conto di Dio”. Tutto ciò lo sappiamo però solo grazie alle scene reinserite, che chiariscono che Elwood era impiegato presso una fabbrica di crema di formaggio.

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Non si è mai parlato di lavoro!
In una delle scene reinserite, Elwood annuncia a Jake che l’indomani mattina lascerà il lavoro. Nell’edizione originale del film non è stato mai fatto alcun accenno
a un lavoro di Elwood.

In alcuni casi, l’inserimento di scene tagliate provoca l’eliminazione del doppiaggio originale. Nel caso di The Blues Brothers, ciò avviene quando Elwood rivela a Jake di aver dato ai poliziotti un indirizzo falso (la polizia non ci casca, ma i nazisti dell’Illinois si recano di volata allo stadio del baseball, credendo che Jake ed Elwood Blues abitino lì), quando il comandante della squadra di polizia assiste al concerto e ordina un’aranciata e, soprattutto, quando Aretha Franklin canta Think. Probabilmente tutti i cultori di The Blues Brothers ricordano che la performance della Franklin si conclude, nell’edizione originale, con un sonoro Capito? rivolto al marito Matt Murphy. Nell’edizione con le scene tagliate, viene invece ripristinata la traccia audio inglese, con Aretha Franklin che conclude dicendo proprio “Think!”.

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Lo stadio del baseball
Grazie alle reintroduzione delle scene tagliate veniamo a conoscenza di un blooper che non è ancora segnalato su www.bloopers.it (e così offriamo anche noi il nostro piccolo contributo al più grande sito italiano di errori nei film, che ci è partner
per la rubrica Distrazione): come si legge nei sottotitoli e si può intendere benissimo nell’audio in inglese, il numero civico dello stadio è 1060; ma nella traccia audio italiana diventa 1026. Chissà perché!

In questo caso specifico non c’è una vera ragione per una cosa del genere, se non il desiderio (presumiamo) di riproporre intatta la requisitoria di Aretha, sia in tutta la parte cantata sia nell’ultima battuta, che è parlata.

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Capito?
Nella versione in DVD, Aretha Franklin non dice più: “Capito?”, ma ripete il titolo della canzone Think. È una modifica al film che ha poco senso, perché l’edizione in DVD non propone i sottotitoli né durante la canzone né del Think pronunciato da Aretha Franklin.

In altri casi (come nella scena dell’aranciata o del falso indirizzo) la necessità è mantenere l’unità della scena, impedendo che il filo del discorso si spezzi se si passa dalla traccia in lingua originale con i sottotitoli italiani alla traccia in italiano.

Oltre a quelle segnalate in queste pagine, nell’edizione in DVD di The Blues Brothers vi sono diverse altre scene originariamente tagliate; alcune sono di uno o due secondi, altre sono abbastanza sostanziose. Per esempio, noi siamo abituati a vedere che, quando i fratelli Blues se ne vanno dal Palace Hotel dopo il concerto, Elwood fissa con il mastice superforte l’acceleratore del camper dei G.O. Boys, ma la scena reinserita ci fa sapere che combina anche un altro scherzetto…

Aliens

Il secondo capitolo della saga di Alien, intitolato Aliens, è estremamente importante per farci comprendere un po’ di più il dramma interiore dell’affascinante tenente Ellen Ripley.

Si tratta di un dramma interiore che nella versione originale è praticamente inesistente, essendo state tagliate tutte le scene che facevano riferimento ad esso.

Alla fine del primo episodio, Ellen Ripley è rimasta sola, in una navicella di sopravvivenza senza alcuna speranza di raggiungere alcun avamposto umano. Decide così di affidarsi all’ipersonno (un sonno indotto artificialmente che può mantenere viva una persona per un tempo estremamente lungo, come una sorta di letargo), nella speranza di essere prima o poi individuata e recuperata.

Ciò è proprio quello che avviene all’inizio del secondo episodio. Nella versione originale apprendiamo che il tenente Ripley è rimasta in ipersonno per ben cinquantasette anni e che ciò potrebbe ovviamente provocare uno shock a chiunque. Ciò che invece non sappiamo (e che ci viene rivelato dalle scene reinserite) è che Ellen aveva una figlia preadolescente, che ha fatto in tempo a diventare donna e a morire all’età di sessantasei anni, cioè solo due anni prima del risveglio della madre.

Una figlia scomparsa due volte

Tra le scene tagliate in fase di montaggio di Aliens (il secondo capitolo della saga), la più toccante è forse quella in cui apprendiamo dell’esistenza di una figlia di Ellen Ripley, di quasi dieci anni quando la madre fu costretta a ricorrere all’ipersonno per sopravvivere. È un vero peccato che l’edizione originale ci abbia privato di un approfondimento così importante della vita della protagonista.

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Dopo aver appreso di aver dormito per cinquantasette anni, Ellen Ripley cerca notizie su sua figlia. Le viene infine data la risposta che una mamma non vorrebbe mai sentire: che la figlia aveva sessantasei anni…
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…al momento della morte. Nell’edizione originaria non abbiamo saputo né dell’esistenza di una figlia di Ellen Ripley
né del fatto che sia morta.

Così come non abbiamo potuto immaginare ciò che ha provato Ripley ad aver mancato per due soli anni l’incontro con sua figlia ormai anziana.

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Tutto ciò che le rimane della vita di sua
figlia è una fotografia di una donna
anziana e sconosciuta.
Una donna che è morta senza lasciare un seguito dopo di sé. Ellen Ripley è viva, ma è rimasta davvero sola.

 

Incredibilmente, tutto questo aspetto della vicenda è stato tagliato. Originariamente è stato evidentemente deciso di dare maggior risalto al lato avventuroso della vicenda, lasciando perdere il travaglio interiore della protagonista. Perdere una figlia è una cosa di per sé straziante, ma sapere di aver perso la possibilità di vederla crescere e farsi la sua vita solo perché si era immersi nel sonno dev’essere proprio una beffa.

Nell’edizione originale non venne inoltre presentato compiutamente l’atteggiamento della compagnia commerciale per la quale il tenente Ripley lavorava, che ha ritenuto opportuno sospenderle la licenza di volo e sottoporla a sei mesi di terapia presso uno psicologo.

Dal nostro punto di vista si tratta di particolari che aggiungono spessore al personaggio, ma evidentemente trent’anni fa sono stati ritenuti inutilmente pesanti.

Tuttavia è stata eliminata anche un’altra scena (e anche piuttosto lunga) di carattere strettamente avventuroso. Il sito in cui Ellen Ripley e i suoi sfortunati compagni erano entrati in contatto con la razza aliena (chiamata in codice LV426) è attualmente sottoposto a processo di terraformazione da parte di una ventina di famiglie: la scena in questione racconta proprio del nuovo primo contatto dei terraformanti con la specie aliena.

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Il nuovo primo contatto
Tra le scene tagliate di Aliens vi è il “secondo primo contatto” tra gli uomini e gli alieni.
La scena è ben fatta e oltretutto presenta la bambina che nel seguito del film verrà ritrovata.

In questo caso si tratta di una scena di tensione, che possiede tutti gli ingredienti per tenere lo spettatore con il fiato sospeso: papà e mamma che scorgono l’astronave aliena e che entrano in essa attirati dal miraggio di poter rivendicarne la proprietà (grazie alle norme sui ritrovamenti), i due figli che rimangono sul mezzo di trasporto ad attendere i genitori e infine, quando la ragazzina sta iniziando a preoccuparsi e il fratello la tranquillizza dicendo che “papà sa quel che fa”, la madre che torna correndo per lanciare una concitata richiesta d’aiuto, mentre il padre compare steso a terra con il solito polpo alieno attaccato alla faccia.

Perché è stata eliminata una scena efficace come questa? Francamente, noi non ce lo spieghiamo, se non con l’esigenza di mantenere la durata del film entro limiti determinati. Ricordiamo che un tempo i film che duravano troppo erano controproducenti per le sale cinematografiche, perché costringevano a ridurre il numero di proiezioni giornaliere. Erano i tempi in cui la gente andava al cinema anche di pomeriggio, perciò una proiezione in meno comportava incassi in meno.

Bobby

Diverso è il caso di Bobby, il film del 2006 su Robert Kennedy, ucciso nel 1968 durante la corsa alla Casa Bianca.

Il film è stato presentato in anteprima alla 63ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, dove però non ha riscosso particolari consensi. Il montaggio del film è stato perciò ripensato e diverse scene sono state eliminate.

La trama ne ha perciò guadagnato in dinamicità e il film che è stato distribuito nelle sale vale molto di più di quello che è stato visto in anteprima a Venezia. Purtroppo, il giudizio dei critici (quello che è comparso sulle maggiori testate) si è fondato sulla versione “lunga” di Venezia, cosicché le recensioni non sono state particolarmente lusinghiere.

Bobby

Con le vite degli altri
Contrariamente a quanto succede di norma nei film di questo tipo, il regista ha scelto di non far vedere il candidato presidente mentre viene colpito a morte, ma ha preferito inquadrare l’assassino.

È un vero peccato, perché la versione da sala cinematografica è davvero bella. Bobby è originale per almeno due motivi. Il primo è che, nonostante il titolo richiami Robert Kennedy, il fulcro della storia non è la figura del senatore che concorre per la poltrona presidenziale, ma è semmai la sintesi di aspettative, di speranze e di convinzioni per un mondo più giusto che animavano la fine degli anni Sessanta. Il secondo è che il film racconta l’ultimo giorno di vita di Robert Kennedy, ma attraverso le storie particolari di numerose persone che nulla hanno a che fare con lui se non trovarsi nello stesso albergo il giorno in cui verrà ucciso.

Questo è il classico caso che dimostra come tagliare sia a volte necessario per rendere migliore un film. O, per lo meno, per renderlo godibile dal vasto pubblico.

Mediterraneo

Anche Mediterraneo, il film di Gabriele Salvatores del 1991 ha subito una sorte simile.

Mediterraneo

Dedicato a tutti quelli che stanno scappando
Poetico e amaro, Mediterraneo racconta la storia di un gruppo di soldati italiani bloccati in un’isola greca durante la seconda guerra mondiale. Si guadagna il suo posto tra i film di culto grazie anche ad alcune frasi quali “Dedicato a tutti quelli che stanno scappando” o
“Una faccia, una razza”.

Il film ha vinto nel 1992 l’Oscar per il miglior film straniero, ma per uscire sul mercato americano ha dovuto subire tagli per complessivi 11 minuti. La versione che ha vinto l’Oscar è perciò più corta di quella originale, ma si è poi diffusa come quella ufficiale grazie al fatto che è stata quella distribuita in videocassetta e in DVD. Secondo Salvatores, i tagli furono effettuati dal distributore americano (la Miramax) andando contro il parere del regista. Non è possibile affermare che senza i tagli decisi dalla Miramax Mediterraneo non avrebbe vinto l’Oscar, ma rimane il mistero del motivo per cui le scene tagliate non compaiano nell’edizione in DVD.

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