Il Festival del Cinema Nuovo
Il Festival del Cinema Nuovo, che si tiene ogni due anni a Gorgonzola e che ha ormai raggiunto respiro internazionale, è un festival davvero particolare
Nei giorni 15, 16, 17 e 18 ottobre presso la Sala Argentia di Gorgonzola (in provincia di Milano) si è tenuta la sesta edizione del Festival del Cinema Nuovo, un concorso internazionale di cortometraggi di fiction interpretati da disabili di comunità.
La prima edizione (1997), ha coinvolto i Centri della Regione Lombardia, la seconda (2000) si è allargata a tutta l’Italia settentrionale. Con la terza (2002) il Festival è diventato definitivamente concorso nazionale: con la quarta (2004) e la quinta (2006) l’orizzonte si è allargato all’Europa, con la sesta la partecipazione è mondiale.
Non mancano i festival cinematografici sul tema dell’handicap, ma la formula del Festival del Cinema Nuovo è unica, sia per i soggetti protagonisti che per le finalità e i risultati ottenuti, una vera rivoluzione etica ed estetica.

Il corto vincitore
Con Luigi Malabrocca – La maglia nera, la Cooperativa Sociale Insieme Onlus di Melzo (Milano) ha vinto il premio quale miglior corto.
Fonte: Radar
Per i ragazzi disabili delle cooperative, fare cinema vuol dire riuscire a portare a termine un progetto concreto facendo leva sulla forza di volontà, sulla determinazione e sulla creatività e consente l’acquisizione del benessere psicofisico. Insomma: interpretare ruoli attoriali è un elemento importante e terapeutico.
Numerose star hollywoodiane hanno fornito magnifiche interpretazioni dell’handicap; diversi disabili hanno rivestito i panni da star in fiction dove evidenziavano i loro problemi e il loro stato. Altri ancora hanno offerto preziosi documentari sulle attività espressive e teatrali e sulla vita nelle comunità e i centri di accoglienza.
La filosofia del Festival Nuovo valorizza le esperienze cinematografiche che i ragazzi attuano nelle loro piccole comunità interpretando i ruoli più disparati: storie comiche, romantiche, poliziesche, avventurose, di autentica fiction.

Il miglior cortissimo
La premiazione della CDD La Mongolfiera di Brescia, che con La vita le bela si è aggiudicata il primo premio per i cortissimi.
Fonte: Radar
Portatori di handicap, disabili, diversabili: nel linguaggio si nascondono le trappole e le mistificazioni. Alcuni di questi ragazzi purtroppo non sono nemmeno “diversamente abili” per quanto riguarda le capacità, ma sono persone vive, sensibili, autentiche. I cortometraggi evidenziano la vitalità di queste persone che diventano ambasciatori di sé stessi, della loro ricchezza interiore. Se ben condotta, la lavorazione del film può costituire una vera e propria arteterapia.
Natalino Maggioni è un educatore Presso la Cooperativa Centri Diurni “Castello Servizi” di Trezzo sull’Adda (in provincia di Milano). La cooperativa ha vinto diverse edizioni del Festival e quest’anno è stata premiata con il Girasole alla carriera.
Come siete arrivati al Festival del Cinema Nuovo?
La “Castello Servizi” partecipa al Festival del Cinema Nuovo fin dalla prima edizione, nel1997. La nostra attività cinematografica è indotta dalla scadenza biennale della rassegna. La produzione di cortometraggi è stata però subito il pretesto e il mezzo per far sfociare le capacità, la creatività e il talento presenti all’interno delle comunità dei nostri Centri Diurni.
Avevamo esperienze annuali di teatro, perciò non eravamo digiuni di storie da inventare, da interpretare e da esibire. E nemmeno sazi. Il mezzo, il linguaggio e il prodotto dovevano però essere diversi. Diversa era anche la situazione: si trattava di una competizione, di un concorso. Dovendoci presentare al pubblico ci siamo posti domande cruciali su come creare un’opera che comunicasse il nostro saper fare e che, secondo le finalità del Festival, desse piacere allo spettatore narrando il protagonismo vivace, positivo e talentuoso dei nostri giovani. I risultati del lavoro non si sono fatti attendere e le sei edizioni ci hanno visto così vincitori e protagonisti.
Gli attori come vivono la creazione del cortometraggio?
Tutta la macchina della produzione si mette in moto verso la fine dell’inverno con la creazione del soggetto e la stesura della sceneggiatura da parte degli educatori; dopo si riunisce il cast: il soggetto viene spiegato e vengono distribuite le parti. Subito si cercano in maniera oculata le location, quindi in primavera si effettuano le riprese.
La postproduzione che svolgiamo in maniera artigiana occupa il tempo restante prima della consegna dell’opera alla segreteria del Festival. Le serate autunnali della rassegna sono cariche di meravigliosa attesa. Lì i nostri giovani sono di tutto punto presenti al completo per ricevere i sicuri applausi che un pubblico mai retorico né compassionevole dispensa con abbondanza.
Di norma poi il cortometraggio, come è stato negli anni precedenti, gira (e noi con lui), in rassegne, biblioteche, parrocchie e scuole, trovando sempre un pubblico piacevolmente stupito e calorosi applausi, che gratificano e intensificano il benessere di tutti noi. Fino alla nuova edizione, fino al nuovo film.
Dunque un prodotto di qualità…
Secondo me dipende tutto dalle domande che ci si fa e dalla conoscenza del mezzo e dei protagonisti. Che cosa vuol dire esporsi ad un pubblico? Che valenza vogliamo che abbiano gli eventuali applausi? Cosa vuol dire rendere protagonisti i nostri giovani? Cosa vuol dire puntare sulle loro capacità? Come tradurre la disabilità in una reale diversa abilità ? Cosa affascina lo spettatore davanti ad un film?
Da questo dipende la nostra opera. Da questo dipende la costruzione della storia, il modo di comunicarla sia al pubblico sia (prima) ai nostri attori. Occorre avvicinare il più possibile il soggetto alle loro capacità e peculiarità, sfruttare al meglio il mezzo cinematografico con i dettagli, le finezze, le inquadrature, la musica; un far poesia nell’esaltare e incorniciare una recitazione viva.
Nessun può conoscere il reale lavoro e il tempo dedicato a questi obiettivi: gli innumerevoli ciak, la cura dei dettagli, la postproduzione di immagini e musica. Ma è grazie a quest’arte che riceviamo uno dei più bei complimenti del nostro lavoro sociale: “nei vostri film l’handicap davvero scompare”.
Intervista realizzata da Santo Veltri

Ale e Franz e Marcello Comi: Marcello Comi è uno degli attori storici della Castello Servizi, che quest’anno ha vinto il premio alla carriera
Gli spettatori, assistendo a questi lavori si accorgono finalmente che la disabilità non è solo un problema: il Festival del Cinema Nuovo esalta la festa ed esplicita il suo valore culturale.
Il direttore del Festival, lo psicologo Romeo Della Bella ha organizzato un’apposita giuria con diverse personalità, giuria di cui ho avuto l’onore di essere Presidente e che ha selezionato i lavori pervenuti, proclamato i vincitori e stabilito i vari premi (miglior attore, attrice, colonna sonora, scenografia, regia eccetera).
Quest’anno sono state previste due sezioni: i corti e i cortissimi. La selezione è stata davvero ardua: da un’edizione all’altra si è alzato molto il livello professionale, quello estetico e quello stilistico.
Premio |
Titolo |
Autore |
Motivo |
|---|---|---|---|
| Corti: 1° posto |
Luigi Malabrocca - La maglia nera | Coop. Soc. Insieme Onlus, Melzo (MI) | La storia e il mito della maglia nera del giro d’Italia negli anni 1946/47. Premiato per l’accurata ricostruzione filologica, la qualità della narrazione e l’alta professionalità degli interpreti |
| Corti: 2° posto |
I promessi sposi | Coplhand Coperativa Sociale, Santarcangelo di Romagna (RN) | Ardita ricostruzione del capolavoro manzoniano, con tocchi di ironia e di humour. Premiato per questo e per la scelta ragionata delle locations e il buon livello recitativo degli interpreti |
| Corti: 3° posto |
Luneville | Centre Reine Fabiola, Neufvilles (Belgio) | Nello stile del cinema muto , alla Meliès, un fantastico viaggio sulla luna. Premiato per lo stile e il messaggio pacifista |
| Cortissimo: 1° posto |
La vita le bela | CDD La Mongolfiera, Brescia | Fantastico videoclip ritmato sulla famosa canzone di Cochi e Renato. Premiato per la perfetta sincronizzazione di suoni e immagini e le invenzioni creative |
| Cortissimi: 2° posto |
Siamo tutti sulla stessa strada | Cooperativa Sociale Onlus La Scotta, Capriolo (Bs) |
Partita di calcio tra normali e disabili che finisce con incidente… Premiato per la qualità e il messaggio di solidarietà |
| Cortissimi: 3° posto |
Trouble | Fond. Don Gnocchi, Inverigo (CO) | Un profumo intenso e un desiderio negato. Premiato per la perfetta struttura di spot con tocco ironico |
| Cortissimi: 3° posto ex aequo |
Tariro Tariro | Txolarte Bergara-Arrasate Bergara (Spagna) |
Un capo impone il rispetto ai lavoratori ma questi lo contestano. Premiato per l’umanità e la tenerezza della storia |
Nella serata finale di sabato 18 ottobre sono state effettuate le premiazioni, con gran festa di pubblico ed Emanuela Folliero come madrina della serata
Una storia semplice. Ass. Volont. La cordata, Premana (LC). Premio “Condivisione” Radici. CDD Opera don Guanella. Dubino – Nuova Olonio (SO). Premio “Cronaca familiare” Angeli con lacca. Società nuova – Soc. Cooperativa Sociale, Belluno. Premio “Promozione sociale” Cambiare il mondo, una persona alla volta. Unisport ASD e ASS. Gli amici di Elena, Rovigo. Tutti al mare. Fondazione La fonte, Vaglio (Svizzera). Premio “Simpatia” Canto V – Inferno. Betania - Società Cooperativa Sociale, Potenza. Premio “Dante Alighieri” Odisseo. Coop. Sociale Arcobaleno, Inzago (MI). Premio “Omero” F.F.F.F. Furti Falsi per Falsi Furbi. Coop. Sociale Il sorriso, Pessano con Bornago (MI). Il controllo del cuore. Coop. Solid. Soc. La scintilla, Isola della Scala (VR). Premio “Psicologia autentica” Amapolia. Assoc. Aratz, Aretxabaleta (Spagna). Premio “Libertà” Epoque 900. Una giornata particolare. SFA Cooperativa Il ponte, Villa Carcina (BS). Premio per |
Libertà sognando le Hawaii. Assoc. Vivere insieme e centro di aggregazione, Campobasso. Premio per la miglior colonna sonora Eden. Coop. Soc. Punto d’incontro e RSD La parolina, Cassano d’Adda (MI). Premio per Dream shots (colpi di sonno). Cooperativa sociale Castello-servizi, Trezzo sull’Adda (MI). Premio per Dominoes. Coloresperanza, Repubblica dominicana. Premio della giuria Ad occhi aperti. Gruppo Intervento Onlus, Monza (MI). Premio per La ricerca dell’amore. Fondazione Casa Faro, Riazzino/Locarno (Svizzera). Miglior attore protagonista a Aurelio Panizza Aiutaci a scappare. Cooperativa sociale Margherita, Prato. Miglior attrice protagonista a Gianna Taiti Premio alla carriera a Natalino Maggioni, Coop. Sociale “Castello servizi”, Trezzo sull’Adda (MI) |
Ora Vedo La Luna. Cfp ANFFAS Milano Onlus, Milano. Zanza la zanzara. CD Villa San Marco. Premio “Vivacità” La Misteriosa Valigetta. Ist. S. Antonio Opera Don Guanella, Cassago Brianza (LC). Miglior Promo Pubblicitario Dessins Croisés. Le Papillon Blanc, Douai (Francia). Premio “Van Gogh” La boite a musique. Fondation Cap Loisirs, Ginevra (Svizzera). Premio “Cabaret” |
La Pausa. CDD La Mongolfiera, Brescia. Premio “Creatività” I fratelli Scortesi. CDD Opera Don Guanella, Dubino – Nuova Olonio (SO). Premio “Originalità” La canzone di Said. Centro Andalusia, Tripoli (Libia). Premio Miglior Colonna Sonora Danzerò. Fond. Don Gnocchi, Inverigo (CO). Premio Miglior Fotografia La diva. Atelier Du Foyer Clair Bois, Pinchat (Svizzera). |


