L'autore

Sirio_Legramanti

Sirio Legramanti è nato nel 1984, si è laureato in Cinema con una tesi su Il Padrino e ha poi frequentato un master in Scrittura e Produzione per la Fiction e il Cinema.
Lavora alla Redazione Cinema di Rete 4.


Questo articolo
è per


Scheda del film

Amore a prima svista (Shallow Hal)
Usa/Germania, 2001

Collegamenti per approfondire:


In VHS e DVD

Potete trovare la VHS ed il DVD di Amore a prima svista nelle biblioteche del Sistema bibliotecario Milano Est elencate di seguito


Collegamento alla pagina Web di Emisfero Destro Teatro

Emisfero Destro Teatro,
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apre le iscrizioni
al Laboratorio dell'attore


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Gabriele Bazzi Berneri
è compositore e docente. Collabora con ImmaginAzione con articoli sulle musiche
dei film.


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Oltre il film

Uno sguardo che cambia la realtà

Amore a prima svista: una commedia sui pregiudizi. Un film in un certo senso autoreferenziale, adattissimo a spezzare qualche pregiudizio sulle commedie

Nell’uso comune la parola pregiudizio ha assunto un significato unicamente negativo. Tuttavia, anche se non è certo la strategia conoscitiva migliore, si tratta di un processo necessario. Il contrario del pregiudizio, vale a dire l’analisi, è un lusso che non ci possiamo concedere sempre.

In tempi di proliferazione mediatica, questo vale anche per i cosiddetti prodotti culturali (libri, film, articoli di giornale, programmi televisivi, siti internet), che invadono la nostra vita percettiva in misura tale da costringerci a un minimo di preselezione: di pregiudizio, appunto. Anche se si tratta di meccanismi naturali, o forse proprio per questo, credo valga la pena, di tanto in tanto, prendersi un attimo per metterli in discussione e non rischiare così di scartare dei prodotti interessanti.

Un film che di certo molti sarebbero tentati di scartare e che invece potrebbe riservare delle positive sorprese è Amore a prima svista (Shallow Hal), che guardacaso tratta proprio di stereotipi, pregiudizi ed emarginazione.

Nel film tutto ciò è riferito alle persone a vario titolo “strane” (soprappeso, menomate, handicappate) ma potremmo riferirlo anche all’atteggiamento che spesso assumiamo nei confronti di alcuni film.

Ad esempio credo che molti, soprattutto tra gli appassionati di cinema, di fronte ad Amore a prima svista, sarebbero tentati di passare oltre. Se non bastasse il fatto che una commedia appare generalmente meno profonda di un film drammatico, di fronte ad un film dei fratelli Farrelly, noti per la loro comicità demenziale piena di gag fisiche al limite del buongusto, è facile scartare il film a priori.

Prendiamoci invece l’occasione di guardare più da vicino questo film: potremmo scoprire che, anche per i film, la vera bellezza si nasconde sotto la superficie.

1

Amore a prima svista
Per una volta il titolo italiano si rivela più appropriato e significativo di quello originale (Shallow Hal significa letteralmente Hal il superficiale). Una traduzione felice perché come il film sovverte con leggerezza un luogo comune, ma anche perché introduce la questione della visione, della vista. L’equivoco su cui si regge questa commedia è infatti reso in maniera del tutto visiva e ciò rende questa storia perfettamente calzante per il mezzo cinematografico.

Una storia di formazione

Hal e il suo amico Mauricio non hanno certo nell’aspetto fisico il loro punto di forza, ciononostante giudicano le ragazze unicamente in base al loro aspetto fisico. Finiscono così per concentrarsi sempre su ragazze sì molto belle, ma spesso superficiali, oltre che fuori dalla loro portata.

Il film ci mostra una possibile origine della fissazione di Hal: quando aveva nove anni, suo padre (in punto di morte) gli raccomandò di cercarsi una ragazza “con tutti gli attributi”. Tuttavia questa visione delle donne non è certo prerogativa di chi abbia storie di questo tipo alle spalle...

Ci vorrà un incontro inaspettato a cambiare la vita di Hal e innanzitutto il suo modo di guardare alle persone. Non si tratta di una donna, non ancora, ma di una sorta di guru, che getta su di lui un incantesimo: d’ora in poi vedrà nelle persone la vera bellezza, quella interiore, e troverà così una ragazza fantastica che ricambierà le sue attenzioni.

Dopo questo magico incontro le percezioni di Hal vengono del tutto alterate e le ragazze che prima avrebbe guardato con disgusto, gli sembrano tutto a un tratto irresistibili. Rivolgendo a loro le proprie attenzioni, Hal si vede finalmente ricambiato ma non capisce che il cambiamento è tutto nel suo modo di guardare alle persone.

Dopo un paio di felici approcci, che però non paiono condurre a nulla di più, le sue attenzioni si concentrano su Rosemary, che agli occhi di Hal ha le sembianze angeliche di Gwyneth Paltrow, mentre in realtà è decisamente più corpulenta (anche se è la stessa Paltrow ad interpretarla, appesantita dal trucco e dai costumi).

Hal però non si inganna su tutto: il carattere amabile e altruista di Rosemary non è un'illusione.

A rovinare l’idillio ci pensa Mauricio, che vede il suo migliore amico radicalmente trasformato e teme di perderlo: con l’inganno riesce ad ottenere dal guru che ha cambiato Hal le parole magiche che lo riporteranno alla realtà.

Questo nuovo cambio percettivo metterà in serio pericolo la storia d’amore tra Hal e Rosemary.

Hal ora si trova di fronte ad una realtà dove la bellezza va scovata al di sotto di una scorza non sempre attraente. Ecco che – sfumata la scorciatoia della magia – il futuro della sua storia con Rosemary dipenderà da una sua scelta consapevole. Una scelta difficile che però lo renderà libero e renderà qualunque cosa conquisti veramente sua.

2

Momenti di inaspettata filosofia.
Mauricio ha riportato Hal alla realtà, ma Hal non ci sta: “Se vedi e senti una cosa, cosa ti trattiene dal considerarla reale?” Mauricio: “Il fatto che le altre persone concordino nel considerarla reale?” Anche una commedia dei fratelli Farrelly può sorprenderti con pillole di filosofia a tradimento…

Una fiaba per adulti

Film come Amore a prima svista nascondono il proprio valore sotto una scorza che a qualcuno può risultare tanto sguaiata da pregiudicare la visione del film.

Per scorgere i meriti del film, è richiesto anche a noi spettatori un cambio di prospettiva, un po’ come succede al protagonista.

Abituati dalla nostra tradizione cinematografica alle commedie di costume, che tentano di rappresentare il mondo con una certa dose di realismo, saremmo facilmente tentati di liquidare la trama di Amore a prima svista come inverosimile.

Non possiamo però non considerare che le vicende prendano le mosse da un doppio incantesimo: quello funesto lanciato dal padre in punto di morte e quello liberatorio offerto dal guru in ascensore.

L’incantesimo ci rimanda immediatamente al mondo della fiaba. Ecco dunque che nel momento in cui riconosciamo al film lo statuto di “fiaba” (con tutte le virgolette del caso), non possiamo continuare a chiedergli aderenza alla realtà, né possiamo tacciarlo di essere buonista o didascalico: che fiaba sarebbe senza lieto fine?

L’unica obiezione che potremmo sollevare riguarda la scelta di affidare un argomento serio come l’emarginazione e la diversità a questo genere di narrazione.

La fiaba infatti è una forma di narrazione stilizzata, che distingue semplicisticamente il bene dal male, il bianco dal nero, rinunciando alle infinite gradazioni di grigio e ai milioni di colori che rendono la realtà così complessa e affascinante.

È senz’altro vero che la fiaba non può che semplificare la realtà, ma quantomeno lo fa in modo corretto, dichiarato. Quanti film invece sono altrettanto parziali e lo sono in modo subdolo, spacciandosi per realistici?

Ad ogni modo, ammettiamo che potessero esserci altre vie per affrontare l’argomento: escludono necessariamente quella qui praticata? Ammesso che un film serioso su una ragazza che per problemi di linea viene emarginata sia più utile alla causa, perché non lasciare che un film più leggero si rivolga a chi fuggirebbe a priori dal film impegnato, per quanto bello e ben realizzato?

Ecco dunque che la commedia non è necessariamente il genere del disimpegno ma può, proprio contro il disimpegno, fungere da cavallo di troia, accompagnare alla riflessione senza farne avvertire il peso.

Certo, chi accetta la pesantezza di alcune addirittura con compiacimento, perché gli sembra di ottenere una sorta di certificazione alla sua intelligenza, non potrà che continuare a storcere il naso.

Ma questa non sarà per lui né la prima né l’ultima svista.

Servizio

Non solo commedia
Oltre alla dose garantita di risate, Amore a prima svista riserva una gamma di toni ed emozioni molto ampia e varia. Guarda il filmato per averne un assaggio, nella speranza che non ti tolga l’appetito dell’intero film.

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