Talvolta c’è un protagonista in più: la musica
Dopo i tempi del cinema muto, la musica è diventata uno degli elementi fissi dei film. Talvolta è solo una presenza discreta in sottofondo, altre volte è la vera protagonista. In certe occasioni sembra lì per caso
In un film la musica può assumere il ruolo di protagonista (o di uno dei protagonisti) in diversi modi. Esistono trasposizioni cinematografiche di musical teatrali o di opere liriche, commedie musicali nate espressamente per il cinema, film più o meno realistici sulla vita di musicisti, film incentrati su vicende che riguardano da vicino esperienze musicali.
Non mi occuperò di questi film, del genere detto appunto musicale, dove l’impiego della musica è ovviamente centrale e nel corso dei quali si possono ascoltare brani completi interpretati realmente o apparentemente dagli stessi protagonisti.
Vorrei illustrare invece un uso particolare, trasversale ai generi cinematografici, il quale prevede che la musica non funga solamente da commento alle immagini, ma che la sua sorgente sia effettivamente presente sulla scena. Si parla in questo caso di musica intradiegetica, o semplicemente diegetica, situata cioè nel tempo e nel luogo dell’azione scenica.
Il suo uso può essere meramente accessorio o ornamentale, come contributo all’arricchimento o al realismo dell’ambientazione. Esistono centinaia di scene con una radio, una televisione o un juke-box accesi, con un musicista di strada, ma anche con musiche storiche o etniche; cito ad esempio il pianista al bar dell’albergo in Pretty Woman, la Cantina Band in Guerre Stellari, o la musica suonata in Sette anni in Tibet, sia con strumenti tibetani sia con complessi bandistici occidentali.

Il pianista al bar dell’albergo
Rimane sullo sfondo, ma il pianista aggiunge quel tocco di classe e atmosfera romantica che non può mancare in un lussuoso albergo di Beverly Hills.

I musicisti possono essere dei tipi strani
Ancora un bar, ma stavolta quello malfamato dello spazioporto di Mos Eisley sul pianeta Tatoine. La Cantina Band, composta esclusivamente da alieni, suona strumenti futuristici (ma dalle linee che richiamano strumenti classici della nostra Terra) in Guerre Stellari.


Un complesso
di strumenti tibetani
Nell’immagine in alto, un complesso bandistico occidentale accompagna sia l’espulsione dei Cinesi dal Tibet sia l’arrivo dei dignitari cinesi in aereo.
Nell’immagine inferiore si può notare come, in un’altra sceda del film, un gruppo di musicisti suoni invece strumenti tradizionali tibetani.
In questi casi, gli attori non sono coinvolti nell’evento musicale, che fa parte dello sfondo e non fornisce alcun supporto significativo alla sceneggiatura.
Ci sono situazioni in cui invece la musica è più rilevante, ma non aggiunge o toglie nulla allo svolgimento dei fatti. Può rinforzare nello spettatore l’idea di amicizia, come quando in Top Gun Tom Cruise e Anthony Edwards suonano e cantano Great Balls of Fire, o come accade ancora alla fine dello stesso film, stimolare il ricordo, quando Tom Cruise ascolta dal juke box You’ve lost that loving feeling, brano che aveva cantato nella scena del bar per conquistare Kelly McGillis.

Great Balls of Fire
Sembra proprio che il bar sia un luogo privilegiato per la musica nei film. Maverick e Goose (e suo figlio seduto sul pianoforte) si scatenano cantando “Great Balls of Fire” in Top Gun. Il quartetto sarà completo con le ragazze.

Il juke box dei ricordi
Sempre in Top Gun la canzone “You’ve lost that loving feeling” sentita al juke-box fa ricordare al protagonista la sua ragazza, che compare più tardi in questa scena. Stabilisce anche un legame con la parte iniziale del film, quando con la stessa canzone, per una scommessa, aveva cercato di conquistarla.
Vorrei ricordare alcuni impieghi particolari, che acquistano rilievo per il contrasto con il contesto: i musicisti che continuano a suonare mentre la nave affonda nel Titanic di Cameron e il militare delle SS in Schindler’s List; quest’ultimo durante la liquidazione del ghetto suona al pianoforte il preludio della Suite inglese n. 2 di Bach, mentre gli ebrei vengono fucilati a poca distanza e due suoi compagni si chiedono se il brano sia effettivamente di Bach o non invece di Mozart.

Un vero musicista suona fino alla fine
“Forse si annega meglio con la musica” è il commento di un passeggero della terza classe. “Suoniamo, almeno ci riscalderemo” dice il primo violinista del quartetto, e più avanti il suo commiato finale: “Signori, è stato un onore suonare con voi stasera”.

Bach o Mozart?
In Schindler’s List i due soldati nazisti sembrano molto preoccupati di sapere chi è l’autore del brano che il loro collega sta suonando. Sono invece indifferenti alla fucilazione degli ebrei che avviene a pochi passi e si prendono una pausa dal loro “lavoro”.
Il brano
Il brano suonato da un soldato delle SS in Schindler’s List è di Bach. Lo spartito qui riprodotto è stato ricostruito dall’autore dell’articolo. Fate clic sul tasto di riproduzione (la pulsantiera appare portando il puntatore sll'immagine) per ascoltarne un estratto.
Un altro impiego particolare si trova in Tutti pazzi per Mary; qui Jonathan Richman (il cantante dei Modern Lovers), accompagnato dal batterista Tommy Larkins, commenta con effetto comico e surreale le situazioni che via via si vengono a creare nel corso del film, inserendosi con un breve pezzo cantato tra una scena e l’altra. Seppur molto lontana, questa funzione di commento ricorda quella del coro nella tragedia greca.

Pronti a dire la loro
Quando vi capita qualcosa nella vita ci sono due musicisti che commentano? Succede in Tutti pazzi per Mary, in situazioni e collocazioni alquanto improbabili (ma si dice che anche Beethoven a volte salisse su di un albero a comporre), che aggiungono un tocco di ironia e fungono da separazione fra alcune scene del film.
Il ruolo della musica acquista una maggior importanza quando la scena è costruita attorno ad un evento musicale senza il quale non avrebbe senso, come il tango Por una cabeza ballato da Al Pacino e Gabrielle Anwar in Scent of a Woman o As time goes by cantata e suonata da Dooley Wilson in Casablanca dopo la celebre frase di Ingrid Bergman: “Suonala ancora, Sam”.

Un tango è quello che serve per conquistare una donna
In Scent of a Woman, nonostante la cecità il colonnello Slater non resiste alla tentazione di danzare con una ragazza appena conosciuta. Purtroppo di lì a poco arriverà il suo fidanzato. Nel frattempo un gruppo da camera li accompagna al lato della pista da ballo.
La battuta più famosa
La battuta “Suonala ancora, Sam” è forse la battuta più famosa della cinematografia mondiale. Anche la melodia della canzone (in fondo, si tratta di battute anche in questo caso) è tra le più riconoscibili (lo spartito è stato ricostruito dall’autore dell’articolo). Fate clic sul tasto di riproduzione per ascoltare il brano.

Suonala ancora, Sam!
(Ma qualcuno non è
d’accordo...)
Ingrid Bergman chiede al pianista di farle sentire ancora una volta “As Time Goes By”. Egli fa finta di non ricordarla e lei gliela accenna con la voce. In quel momento irrompe Humphrey Bogart irritato perché aveva chiesto di non sentire più quel brano.
Ci sono anche camei di famosi musicisti che appaiono nel ruolo di sé stessi o di personaggi in alcuni film: gli Yardbirds in Blow-up di Antonioni o Tom Waits in La tigre e la neve di Benigni. Inoltre personaggi letterari o fumettistici portati nel cinema suonano strumenti musicali: come Sherlock Holmes (è un virtuoso del violino) o Dylan Dog (che si diletta con il clarinetto).

Tom Waits
Tom Waits, musicista, è nato negli USA il 7 dicembre 1949 ma è di origini irlandesi-scozzesi-norvegesi. Waits appare nel film italiano La tigre e la neve, di Roberto Benigni. Nel film canta (in occasione del matrimonio onirico di Benigni) “You Can Never Hold Back Spring”, brano tratto dall’album Orphans: Brawlers, Bawlers & Bastards. Con Benigni, Waits aveva già lavorato anni prima in Daunbailò.
Infine ci sono casi in cui un’esecuzione musicale all’interno del film è cruciale ed indispensabile per il progresso della trama. Due esempi divertenti: in Ritorno al futuro Michael J. Fox deve necessariamente suonare al concerto del ballo “Incanto sotto il mare” per riportare ordine negli eventi temporali e non essere condannato a dissolversi nel nulla.

A volte bisogna suonare per sopravvivere
Per far sì che i suoi genitori si bacino e nel futuro lo concepiscano, Michael J. Fox deve suonare la chitarra nel brano “Earth Angel” dei Penguins. Sostituisce Marvin Berry, nel film cugino di Chuck Berry, infortunato ad una mano ed impossibilitato a suonare.
Il film induce a credere che sia stato proprio Michael J. Fox a suggerire a Chuck Berry il sound che l’avrebbe reso famoso, suonando proprio uno dei grandi successi di Chuck Berry, l’immortale “Johnny B. Goode”.
Nei Goonies Kerry Green deve suonare una melodia su un organo fatto di ossa affinché i ragazzi possano superare indenni un trabocchetto e non finire “bemolli”. Tra l’altro, questa scena contiene anche un errore: sulla mappa-spartito sono riportate anche note singole, mentre la ragazza suona solo accordi.

Che ci crediate o no questo è uno strumento musicale
Sul retro della mappa del tesoro è riportato uno spartito manoscritto. Per proseguire la loro avventura i ragazzi dovranno suonare le note indicate sull’organo di ossa al centro della stanza. Ad ogni nota esatta la porta si apre un po’ di più, ma ad ogni errore crolla un pezzo di pavimento.
Uno dei casi più rappresentativi è forse Incontri ravvicinati del terzo tipo, dove la musica assurge a linguaggio di comunicazione universale che permette il contatto con un’altra forma di vita.

Avete mai avuto
un motivetto in testa che vi perseguita?
Forse gli alieni vogliono comunicare con voi
È il tecnico Philip Dodds della ARP, casa produttrice del sintetizzatore che viene utilizzato per comunicare con gli alieni, la persona che si vede suonare nel film. Dal motivo di cinque note si passa ad un linguaggio più articolato, sempre basato sui suoni, che precede il contatto vero e proprio.
Una versione da discoteca del tema è stata una hit di successo nel 1978.
Nella scena finale viene usato un sintetizzatore, suonato da un tecnico della casa produttrice dello strumento, per comunicare con gli alieni con un motivo di cinque note che si inserisce più volte nel corso del film, creato come corrispondente musicale della parola di cinque lettere H-e-l-l-o.
Motivi alieni
Nell’immagine potete vedere lo spartito del motivo di cinque note usato per comunicare con gli alieni di Incontri ravvicinati del terzo tipo. Fate clic sullo spartito per ascoltare il motivo.
A partire dal motivo di cinque note si instaura poi una comunicazione più complessa, ma comunque basata interamente sui suoni. È inoltre interessante segnalare che durante il contatto Francoise Truffaut comunica anche con i segni della mano che sono comunemente usati nel metodo Kodaly per l’insegnamento del canto.
Nel cinema di Hitchcock le modalità di impiego della musica diegetica che ho illustrato sono presenti in varie ed articolate sfumature.
Egli è stato uno dei registi nella storia del cinema per cui la musica ha contato di più. In un prossimo articolo esaminerò il ruolo che essa ha avuto nei suoi lavori, soffermandomi in particolare su L’uomo che sapeva troppo, vero e proprio thriller sinfonico. Qui la London Symphony Orchestra si rivela uno dei grandi protagonisti sin dai primi fotogrammi del film.


