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Mica solo per divertirsi

Il cinema è quasi sempre sinonimo di intrattenimento. Quasi. Il cinema può anche diventare, soprattutto nella sua forma ridotta di video, documentazione, denuncia e pubblicità

Pensando ai film, pensiamo automaticamente al grande schermo cinematografico su cui viene proiettato un’avventura. Può trattarsi di un’avventura romantica o di un’avventura comica, di una investigativa o di una fantascientifica, di una western o di qualunque altro tipo. Si tratta sempre però di romanzi sul grande schermo.

Non è però legge che il film debba essere solo finzione. Con il progredire della civiltà dell’immagine, è normale che tutte le informazioni, di qualunque genere, siano veicolate attraverso il film o attraverso le forme ridotte del film.

Per forme ridotte intendiamo i video che vengono concepiti tali fin dall’ideazione e i DVD domestici, quelli cioè che ognuno (persona, azienda o associazione) può realizzare da sé con un personal computer e distribuire sia in forma fisica sia in forma elettronica attraverso Internet.

Una nuova alfabetizzazione

Ormai lo sappiamo: i giovani non leggono o leggono pochissimo, mentre passano ore e ore a vedere film e video.

Se questa considerazione rimane una recriminazione sul fatto che i ragazzi di oggi sono poco informati e non hanno gli strumenti per formarsi una coscienza, allora siamo davvero nei guai. C’è però un’alternativa.

Pur non dimenticando l’importanza della lettura come strumento per acquisire la capacità di approfondire e di analizzare gli argomenti, possiamo accogliere lo strumento dell’immagine in movimento per quello che è: un mezzo formidabile per parlare alle persone di oggi. Fatto questo primo passo, possiamo anche compiere il secondo: sfruttare il cinema, i video e i DVD per veicolare informazioni di contenuto sociale in una forma che sia molto più comprensibile ed apprezzabile dalle persone di oggi (non solo dai giovani), molto di più di quanto lo sarebbe il solito giornale, il solito libro o il solito trattatello.

Purtroppo, nella nostra scuola viene insegnato a scrivere (e pure male), ma non viene ancora insegnato a comunicare attraverso lo strumento principe della comunicazione odierna: l’immagine in movimento. Solo alcuni docenti illuminati, supportati da presidi altrettanto illuminati, si fanno carico di colmare questa mancanza.

Eppure è un settore cruciale. Non solo è importante saper comunicare, ma è cruciale saper comprendere ciò che viene comunicato, in modo da smascherare ciò che è notizia e ciò che è solo propaganda.

È un discorso grande, su cui purtroppo la scuola italiana è totalmente impreparata. Però possiamo almeno guardarci attorno e segnalare ciò che di buono e di significativo è stato fatto, in modo che possa essere preso di esempio da chi si sente portato per questo tipo di comunicazione.

Non c’è solo Michael Moore

Il film può essere un mezzo efficacissimo per informare. L’informazione può essere neutra, con il film che si pone tra lo spettacolo e la scienza (un esempio per tutti: La marcia dei pinguini) o carica di significati sociali.

Il più conosciuto regista nel campo dei documentari sociali è probabilmente Michael Moore, che si è fatto conoscere anche dal grande pubblico italiano grazie a Bowling a Columbine, vincitore del premio Oscar nel 2003 come miglior documentario. A dire il vero, in Italia la fortuna di questo film non è stata determinata tanto dal botteghino quanto dal passaggio del DVD tra amici e (inutile nasconderlo) dalla diffusione del film piratato attraverso i circuiti peer-to-peer.

Con Bowling a Columbine (che prende lo spunto sul tragico fatto di cronaca avvenuto il 20 Aprile 1999 al liceo Columbine, nel Colorado), dipinge un quadro originale e spaventoso della passione e dell’ossessione statunitense per le armi da fuoco.

Columbine

Bowling a Columbine
Contrariamente a quanto il titolo farebbe pensare, il film non è centrato sul massacro al liceo Columbine, ma da esso prende spunto per una ricerca personale sul rapporto che gli americani hanno con le armi da fuoco. Per avere maggiori notizie sul film potete consultare IMDb e Wikipedia (in italiano e in inglese).

Il taglio del film è fortemente ideologico (Michael Moore non lo ha mai nascosto) e talvolta mostra a nostro giudizio i limiti propri del voler a tutti i costi dimostrare una tesi.

Ma è bello, appassionante e un vero e proprio pugno nello stomaco. Pur con tutte le cautele dovute al non poter accettare acriticamente tutto ciò che Michael Moore sostiene, dobbiamo ammettere che il film è riuscito a farci considerare le cose con uno spirito più critico. Ci ha, in altre parole, “aperto gli occhi” su aspetti, cause e legami di cui non sospettavamo neppure l’esistenza.

Ma non vogliamo discutere qui il film. Vogliamo invece sottolineare che film come questo possono benissimo essere accettati dalle persone di oggi e possono contribuire sia a informare sia a formare le coscienze critiche anche di chi non legge abitualmente né libri né giornali.

Crediamo che non ci sia bisogno di più libri o più giornali, ma che ci sia bisogno di più film e video; che siano fatti meglio, che veicolino idee interessanti mediante una regia e un montaggio a regola d’arte.

Come dice il titolino, non c’è solo Michael Moore. All’URL http://www.mymovies.it/trailer/genere/documentario/ il sito MYmovies.it propone un elenco di oltre 150 film documentari.

In ogni caso, la visione di un film di questo tipo potrebbe essere utilizzata dai docenti in alternativa a due ore di lezione: sicuramente la classe imparerebbe di più, perché le informazioni sono veicolate meglio e vengono ritenute di più. Docenti: pensateci!

Politica e sociale

Il film può essere uno strumento per dire la propria sul fronte politico e sociale anche in Italia, riguardo ad argomenti che non siano la solita mafia (o, almeno, non solo quello).

Fratelli di TAV è un documentario cinematografico molto particolare, centrato sulla costruzione della linea ferroviara ad alta velocità, sui guasti che essa potrebbe comportare sia per le persone sia per l’ambiente e sui collegamenti con la grande criminalità.

TAV

Fratelli di TAV
Potete vedere il trailer di Fratelli di TAV all’URL http://www.archive.org/details/FratelliDiTav_trailer o all’URL http://www.ngvision.org/mediabase/1291. Presto il documentario completo sarà presente su ngvision.org

Il film è stato premiato a maggio nel corso del 10° Festival Internacional DerHumALC in Argentina, un festival cinematografico dedicato ai diritti umani. Fratelli di TAV si è classificato al primo posto nella sezione Ambiente, con la seguente motivazione: “Porque hace hincapié en el papel decisivo de la corrupción como factor decisivo en las problemáticas ambientales, y gracias a su excelente realización logra transmitir claramente esa interrelación.”

Il film è figlio di una precisa appartenenza sociale e politica dei due ideatori, Claudio Metallo e Manolo Luppichini. Contattato da Immaginazione, Claudio Metallo ha spiegato come e perché è nato il progetto.

Fratelli di TAV non è stato un prodotto creato per essere distribuito solo nelle sale, dove per altro è stato ed è in programmazione. Il nostro documentario nasce per essere un utile strumento per tutti i comitati in lotta contro l’alta velocità e per costituire un punto d’inizio per saperne di più sulla questione TAV. Il film è uscito ufficialmente l’8 maggio, ma ha già avuto varie proiezioni: nelle piazze, nei centri sociali, nei cinema ed in tutti quei luoghi dove viene richiesto.

I registi e coordinatori del lavoro siamo stati io (Claudio Metallo) e Manolo Luppichini. Siamo due persone che lavorano da anni nel settore della pubblicità e dei programmi televisivi. Infatti Fratelli di TAV ha messo insieme varie professionalità del settore: penso che abbiate apprezzato le grafiche del Laboratorio Linfa (che hanno lavorato gratis) e le musiche di Okapi (il cui disco, contenente proprio i pezzi usati nel documentario, è uscito a marzo).

Penso che si capisca che il nostro è un lavoro di professionisti militanti. Ci siamo messi a disposizione per realizzare un prodotto che racconti gli effetti collaterali del treno ad alta velocità. Il film lo abbiamo autoprodotto, mettendo a disposizione tempo e denaro.

È un lavoro che senza l’aiuto dei vari centri sociali italiani e delle radio di movimento non avremmo potuto realizzare. In ogni città dove siamo stati c’erano compagni che ci hanno ospitato e hanno offerto un apporto logistico concreto, per esempio nel portarci nel luogo dove avremmo fatto interviste o riprese. In più la collaborazione è avvenuta anche mediante scambio di materiale.

Al di là dell’appartenenza politica di ognuno e della posizione personale circa il TAV, è indubbio che questo film rappresenta uno strumento al passo dei tempi per comunicare idee e informazioni che altrimenti non potrebbero essere comunicate con altrettanta efficacia.

Le associazioni

La facilità con cui ormai chiunque può realizzare un DVD permette anche alle associazioni e alle onlus di far conoscere la propria attività in modo gradevole ed efficace.

Abbiamo ricevuto da rappresentanti dell’associazioni Missioni Monfortane Onlus un DVD realizzato dal Gruppo Cucchi 2006.

L’associazione nasce con l’intento di fornire assistenza ai carcerati del Malawi (che sopravvivono in condizioni assai misere), in modo che all’uscita dal carcere la disperazioni non li riporti dentro. L’associazione opera con il Dipartimento del Servizio Prigioni del Ministero degli Affari Interni e di Sicurezza Interna e servizi Legali del Malawi. Ogni anno organizza un viaggio di giovani italiani che si recano in Malawi per conoscere questa realtà. Il DVD che abbiamo ricevuto è il frutto del viaggio del 2006.

Malawi

Missioni Monfortane Onlus
Per avere maggiori informazioni sull’attività dell’associazione potete scrivere a procuramissioni@missionarimonfortani.it

Anche in questo caso non stiamo discutendo sulle finalità dell’associazione, ma dello strumento utilizzato per far conoscere la propria attività. Crediamo che anche in casi come questo, un film in DVD sia quanto di più efficace nella civiltà di oggi.

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