Sbagli d'autore
Uno sguardo sul mondo degli errori nei film, fra bicchieri che si riempiono e si svuotano da soli, cravatte che vivono di vita propria, orologi da polso “d’epoca” e cameramen che fanno “cucù”
Immaginiamo di avere deciso di passare una bella e rilassante serata al cinema, insieme al nostro ragazzo o alla nostra ragazza. Non si sa come, ma al momento della scelta del film, approfittando di un nostro attimo di distrazione, il beneamato ha proditoriamente comprato i biglietti per John Rambo (nonostante sappia benissimo che noi siamo pacifisti non-violenti convinti) o per Step Up 2 (e il maramaldo sa anche che a noi basta sentire la parola “musical” per scatenare un’orticaria feroce).
Scatenare una guerra senza quartiere per un film è francamente eccessivo, perciò, facendo buon viso a pessimo gioco, in sala ci scaviamo la nostra cuccia nel sedile e ci prepariamo a perdere conoscenza per le successive due ore; ma a un tratto qualcosa attira irrimediabilmente la nostra attenzione... Perché quel bicchiere è strano? Perché improvvisamente lo vediamo pieno? Un minuto fa non era quasi vuoto? E ora perché è a metà? Che è successo?
Abbiamo appena individuato un blooper, ossia un errore nel film e noi, in teoria, potremmo aver cominciato una lunga e proficua carriera di cacciatore di blooper, senza la paura di essere soli: di blooper si occupa infatti un sito specializzato, www.bloopers.it, che raccoglie le segnalazioni da parte dei navigatori. Fra le varie classifiche, esistono quella dei cacciatori più attenti (Sammo, al primo posto, arriva a qualcosa come 5436 errori in meno di sei anni di attività, seguito a ruota da Spinoza con 3012 e da Hilts con 1386), quella del regista più toppante e quella del film con più errori; esiste inoltre un forum nel quale i blooperini (questo il nome familiare con cui si chiamano i frequentatori) scambiano opinioni sui blooper dubbi o sugli spazzinaggi di errori segnalati che non esistono: capita infatti di essere convinti di aver visto un errore che poi, ad una seconda visione, ci rendiamo conto non esiste.
Ma che cos’è un blooper?
Potremmo definire blooper qualsiasi errore o discrepanza che, non essendo stata notata dal regista, dal montatore o dalla segretaria di edizione (la figura che si occupa di evitare gli errori, in effetti, ma non sempre ci riesce), finisce nella pellicola definitiva che poi arriva al cinema e nei DVD.
Non sempre però un errore visto è davvero un errore: potrebbe essere stato voluto dal regista o giustificato da esigenze artistiche o un effetto impossibile da evitare con le conoscenze tecniche dell’epoca; in alcuni casi, come capita spessissimo nei film di fantascienza o in quelli d’azione, potrebbero essere concessi nel tipo di film. Generalmente si tratta di pure e semplici distrazioni: dell’attore, che durante una scena ripresa più volte non si ricorda come teneva le mani o la quantità di liquido che c’era nel suo bicchiere (particolari che quindi cambiano in continuazione dopo aver montato la scena), oppure del montatore, che per sbaglio monta al contrario un fotogramma o due; oppure può trattarsi dello stesso regista o dello sceneggiatore, che nello stendere la storia si dimenticano della Storia e magari sbagliano clamorosamente la data di una battaglia o fanno usare ad un personaggio un oggetto che non è ancora stato inventato.
Queste distrazioni non rendono il regista meno bravo o il film meno bello: come sostengono anche i blooperini, essere cacciatori di blooper vuol dire amare il cinema e sentire più tuo un film, perché hai trovato un particolare che nessun altro prima aveva notato, nemmeno il regista stesso.
Come già evidenziato, i tipi di errore possibili in un film sono molti; in genere, gli errori sono raccolti in alcune categorie ben determinate, anche se non sempre la catalogazione è facile.
Errori di continuità
Gli errori di continuità sono i più comuni, costituendo circa il 34% delle segnalazioni sul sito Bloopers.it.
Questi errori sono frutto della ripresa di una stessa scena per più volte: non sempre gli attori si ricordano come tenevano il corpo, e non sempre le segretarie di edizione si annotano la perfetta disposizione degli oggetti in scena, così può capitare che i bicchieri si riempiano e si svuotino durante un dialogo senza che nessun attore sfiori mai il bicchiere (ecco perché in gergo questi errori si chiamano anche bicchierismi), che le cravatte si allaccino o si slaccino da sole, che le sigarette si allunghino e si accorcino… In quest’ultimo caso è celeberrima una scena, segnalata da un anonimo, in Basic Instinct, quando la sigaretta di Sharon Stone durante il famosissimo interrogatorio smutandato appare e scompare; capisco perfettamente che in questa scena sarebbe anche potuto apparire Bugs Bunny ubriaco facendo “Ciao!” con la carota e nessuno se ne sarebbe accorto, ma non è questo il punto…

Fumo che appare e che scompare
La sigaretta di Sharon Stone è protagonista di un interessante blooper di continuità
segnalato da un anonimo.
Incongruenze
Le incongruenze sono invece relative a concetti o situazioni mostrate nel film ma fra loro incompatibili: un esempio è mostrato in Blade, segnalato dal Selidori (il papà del sito di Bloopers.it), quando il vampiro è incosciente per un personaggio ma casualmente ascolta e recepisce per un altro.
Un altro esempio è l’errore scovato, più di recente, da Italianeowyn in I am legend – Io sono leggenda, quando lo scienziato protagonista riporta, sbagliando clamorosamente, i conteggi di qualcosa che sta studiando da non meno di tre anni. Si potrebbe obbiettare, in quest’ultimo caso, che poteva essere un semplice errore di calcolo, come capita a chiunque: il problema è che uno scienziato che si è dedicato anima e corpo ad un tale progetto (salvare l’umanità da un virus tremendo), non può materialmente sbagliare una cifra che deve avere letto e calcolato milioni di volte. Questo tipo di ragionamento critico va applicato ovviamente a tutti gli errori (incongruenze, ma anche, come vedremo, plot hole e altri) che crediamo di aver visto: basta chiederci se è giustificata o giustificabile una tale situazione oppure no. Nel secondo caso, si tratta di un blooper ed è appunto qui che ricade l’errore appena citato di I am Legend.
Plot hole
Simili alle incongruenze possono sembrare i plot hole: con questi si intendono i buchi nella trama, ovvero situazioni che non trovano giustificazione nel film se non come pure e semplici mancanze di spiegazioni di una parte della trama.
Esempi molto chiari sono presenti in Casanova (segnalatore anonimo) quando Francesca licenzia il suo prestanome mandandogli un biglietto, per scoprire poi che il prestanome è completamente analfabeta (ma Francesca non poteva non saperlo) o, segnalato da Hilts, nella versione originale di Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato con Gene Wilder, quando il vecchio nonno, che non si alzava da anni dal letto (come sostenuto in più momenti nel film e come dimostrato quando poi decide di alzarsi per accompagnare Charlie alla fabbrica), si ritrova ad avere segretamente acquistato una tavoletta di cioccolato. Deve averlo fatto però per telecinesi, perché altrimenti non si spiega come ne sia venuto in possesso…
Trucco
Con gli errori di trucco lasciamo i problemi relativi alle sceneggiature e cominciamo a fare i pignoli con i maestri degli effetti speciali: si tratta infatti degli errori che svelano il trucco dell’effetto speciale, come la cerniera lampo sulla schiena del mostro, i materassi che attutiscono cadute e i fili e gli agganci di sicurezza che si vedono.
Di questo tipo ricordo, solo a titolo di esempio, quello individuato da Groucho_Marx in Dogma, dove viene platealmente vista la struttura in metallo che regge le ali di Ben Affleck, e uno mio in Doom, dove vediamo i cavi che tirano in aria la montagna di muscoli di The Rock.

Il trucco c’è e si vede
Dal film Doom: si notano perfettamente sopra la testa dell’attore (The Rock)
i cavi che lo stanno issando sulla balaustra.
Questa categoria di errori va però ristretta un poco: non sempre il trucco che si vede va considerato un errore. Bisogna infatti tenere sempre conto dell’anno in cui il film è stato girato. Mi spiego meglio: se guardiamo con gli occhi di oggi la mitica versione del 1968 (quella con Charlton Heston) del Pianeta delle scimmie, mai e poi mai potremmo segnalare come errore che le maschere delle scimmie sembrano effettivamente tali, poiché obbiettivamente con la tecnologia dell’epoca non si poteva fare né pretendere di più.
La questione cambia se invece, con la stessa tecnologia, si poteva ricreare una perfetta illusione: basti pensare al film del 1953 Come sposare un milionario, nel quale vediamo un blue screen (vedete la nota) fatto davvero male. La stessa cosa vale, ovviamente, per i film più moderni.
Doppiaggio e cartelli
La categoria doppiaggio/cartelli riguarda principalmente errori evidenti nelle traduzioni o nelle lingue nelle quali sono scritti i cartelli che appaiono nel film.
Un esempio classico dal segnalatore anonimo è tratto da Chocolat, film americano ambientato in un paesino della Francia, dove vediamo i cartelli affissi dai personaggi (francesi, si presume) scritti in un incongruente inglese. C’è da dire che è nella tradizione cinematografica americana scrivere in inglese i cartelli stradali, le insegne dei negozi, gli avvisi e via dicendo, anche quando il film è ambientato in un Paese non anglofono.

Oui, je speak English
Dal film Chocolat: vediamo un bellissimo primo piano di un cartello in perfetto inglese,
ma il film è ambientato in un microscopico paesino francese, Lansquenet.
Un esempio di traduzione sbagliata, invece, è preso dal film Driven, (anche questo segnalato da un anonimo) quando il personaggio di Memo Moreno in italiano dice “Guardami… perché io non ti vedo…” e facendo così pensare che abbia perso la vista; nel dialogo originale inglese dice invece: “Look at me. Don’t see you.”, che vuol più precisamente dire: “Guarda me. Non vedere te” (come uno che ha commesso un errore, come poi aggiungerà immediatamente).
Anche qui, però, tutto dipende dalle esigenze del film: non tutte le traduzioni non letterali vanno intese come errori: a volte ci sono esigenze imprescindibili di sincronizzazione labiale, a volte un italiano non capirebbe assolutamente un gioco di parole e allora va cambiato con un altro. In questi casi, ovviamente, parlare di errori sarebbe stupido.
Errori storici e geografici
Gli errori storici o geografici sono una categoria poco presente, poiché insieme non raggiungono il 2,5% degli errori nel sito!, ma comunque interessante: sono gli errori che vengono commessi a livello storico (come sbagliare la data di una battaglia o di una guerra o un’abitudine di un personaggio storicamente documentata) o geografico (come ambientare un film in una città ma poi riprendere monumenti o luoghi che si trovano da tutt’altra parte o sbagliare i confini di uno stato).
Del primo caso abbiamo un esempio in un film di Luchino Visconti, Ludwig, quando da nessuna parte vediamo i pavoni che sempre ornavano il palazzo quando il re era presente; il film è peraltro accuratissimo dal punto di vista storico, quindi è una svista importante.
Del secondo tipo di errori abbiamo un esempio, riportato ancora da un anonimo, in Tutti insieme appassionatamente, quando la famiglia protagonista vuole passare le montagne vicino a Salisburgo, luogo di ambientazione del film, per fuggire in Svizzera. Peccato che le montagne, in zona, confinino con la Germania.
Anacronismi
Simili ad errori storici sono gli anacronismi, cioè errori nei quali vengono mostrati oggetti che non potevano esistere nel periodo di ambientazione del film o non potevano essere già nelle mani del personaggio in quel momento storico.
Un esempio lampante è segnalato da Kathleen_Kelly ed è la famosa lampada (d’epoca?) dalla quale pende un vistoso filo elettrico in Via col vento. Non abbiamo ancora mai visto materialmente l’orologio da polso che si dice essere al polso di Charlton Heston in Ben Hur (ma alcuni sostengono sia nei Dieci Comandamenti), ma continuiamo ad attendere fiduciosi sperando di vederlo davvero, un giorno. Se qualcuno l’ha visto con i propri occhi, ci dia il timecode del DVD, per favore!
Fisica, dinamica e astronomia
Altri errori relativamente poco frequenti ma comunque molto di soddisfazione per lo scopritore sono quelli legati all’aspetto scientifico, che vengono classificati in fisica/dinamica e in astronomia.
Sono ovviamente errori di stampo molto tecnico, che vengono riscontrati anche in film insospettabili, che con la scienza poco hanno a che fare. Ne è un esempio, riportato da un anonimo, il film Fast and Furious: qui vediamo piloti che, in piena accelerazione su auto veloci come missili, non sembrano assolutamente risentire della forza che subiscono; e pensare che a noi poveri mortali basta scattare al semaforo per essere spinti sullo schienale…
Ma la categoria ingloba anche errori che con la fisica hanno a che fare pochetto… come in Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, quando nessuno (e dico nessuno!) emette mai uno straccio di nuvoletta con il fiato, nonostante nevichi parecchio.
Per quanto riguarda gli errori di astronomia, un esempio lo troviamo in Independence Day, dove Martino segnala come la Terra giri troppo velocemente e le costellazioni siano sempre identiche, nonostante siano inquadrate da direzioni opposte.
Cast tecnico visibile e microfonaggi
Ho lasciato per ultimi gli errori forse più buffi, quelli nei quali la magia del cinema viene più svelata: gli errori della categoria cast tecnico/microfonaggi. Sono, questi, errori nei quali rimangono inavvertitamente visibili nel film un cameraman, lo stesso regista, un membro della troupe o il microfono agganciato ai vestiti degli attori.
Un blooper clamoroso si trova in Django: come segnala Superpanta, qui un cameraman viene a sua volta inquadrato mentre se ne sta tranquillo a riprendere, proprio nel bel mezzo del bancone.
Ma vi sono altri errori di questo tipo: ad esempio, uno trovato da me in Robin Hood – Principe dei ladri, dove un losco figuro vestito con un dolcevita nero si affaccia garrulo alla finestra in alto a destra della scena, ritraendosi quasi subito; un altro esempio lo segnala un anonimo in Goldeneye, dove si nota in alto tutta la compagine del cast tecnico mentre BondJamesBond sta saltando nella diga.

Chiamate un tecnico!
Dal film Goldeneye: pochi istanti prima, la diga dalla quale 00Bond si sta buttando era deserta. Ora vediamo invece un gruppo di tecnici, pure muniti di camion, che è apparso dal nulla. Neanche Harry Potter…
E via dicendo...
Chiaramente, ogni errore scovato va anche valutato all’interno del film.
Se errori tecnici come anacronismi (quando non voluti), continuità o cast tecnico visibile sono considerabili tali in qualunque film, non è così invece per gli errori come le incongruenze. Pensiamo al classico film d’azione: il buono scappa, corre, salta, passa indenne attraverso grandinate di pallottole, nubifragi di granate, vortici di sputi e di calci in faccia… Ma, improvvisamente, è in difficoltà: si sbuccia un dito e pare praticamente in punto di morte, fra le braccia della biondina di turno.
Sono numerose le situazioni come questa: macchine volanti al limite delle possibilità umane e disumane che passano indenni da ogni prova, uomini in boxer di pelle che scalano montagne che l’Everest in confronto è una scampagnata e ci trovano un tempio fatto e finito (penso a Leonida in 300), ragazze che fino a dieci minuti prima non sapevano nemmeno come fosse fatto un M16 e diventano cecchini infallibili, un virus partito da Windows che infetta un computer alieno quando solo usare all’estero il caricabatteria del cellulare è un’impresa (Independence Day); sono tutte situazioni che possono essere concesse in quel tipo di film.
Quando guardiamo un film, implicitamente dimentichiamo la realtà e facciamo in modo che il film stesso diventi la nostra realtà: per questo, se le situazioni descritte riescono a sembrare sufficientemente convincenti, se sono plausibili anche se la plausibilità è un po’ stiracchiata, non è corretto chiamarle errori.
Un’altra questione ancora sono i cosiddetti comportamenti stupidi, quelli che ci fanno chiedere: “Ma perché invece che così il protagonista non ha fatto in altro modo?”.
Ad esempio: “Perché l’eroe, invece di passare dalle scale, si è calato dalla finestra con un lenzuolo?”. Anche in questi casi, c’è poco da fare: un comportamento stupido non è sindacabile, nemmeno nella realtà; rientra nel diritto del personaggio di essere, anche solo per un secondo, stupido.
Ti bastono perché ti amo
Dopo questa lunghissima carrellata di categorie si può pensare che i blooper (e i blooperini…) siano un mondo a parte, popolato da psicopatici che vanno al cinema o noleggiano film solo per vedere di scovare errori, discrepanze, imperfezioni.
Non è così: guardiamo un film perché amiamo il cinema e scoviamo blooper perché i nostri occhi sono ormai allenati e colgono le continuità sballate quasi da soli oppure perché siamo espertissimi in una certa materia della quale il film si occupa (un’infermiera diceva che se si facessero le iniezioni come si vede nei film, non ci sarebbe sovrappopolazione). Questione di abitudine e di competenza.
E anche di autodifesa, quando ci troviamo ad andare a vedere un film che non ci piace: cacciare i blooper ci impedisce di russare in sala o di meditare vendetta tremenda vendetta nei confronti di chi là ci ha portato: cercare gli errori in un film è sempre meglio che meditare un omicidio…


